Ci risiamo, è profondo rosso per Multiservizi

Abbiamo analizzato i numeri della società Multiservizi, posseduta al 76,67% dal Comune di Arezzo, la quale mostra un preoccupante andamento economico negativo. Dall’utile di esercizio del 2018 di euro 42.973 euro si è passati alla perdita di euro 138.884 del 2019 mentre il bilancio previsionale del 2020, calcolato sul fatturato registrato al 31 agosto, prevede una ulteriore perdita d’esercizio di euro 188.982,60. 

Ma non è tutto.

Risuona particolarmente imbarazzante la relazione sul governo societario al bilancio 2019 dove si parla di carenze nella direzione tecnica, essendo nel tempo emerse una serie di gravi omissioni ed irregolarità che hanno reso necessario il ricorso ad affidamenti esterni con appalti di servizi, specialmente professionali, a supporto dell’attività amministrativa ed operativa dell’azienda, quali ad esempio: l’affidamento ad una geometra professionista del supporto tecnico, il servizio di supporto in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, gestione crematorio, fotovoltaico e rifiuti, affidamento a legale per consulenza e supporto giuridico nelle varie problematiche riscontrate nelle procedure aziendali, attività di committenza ausiliaria, supporto tecnico al RUP. 

La relazione evidenzia altresì la necessità di confermare alcuni contratti esterni in quanto attualmente la società è priva di figure competenti in qualche materia. 

In ultimo viene consigliato di predisporre un nuovo Piano Industriale per ridefinire la sostenibilità economica, patrimoniale e finanziaria della società, alla luce dei cambiamenti intercorsi negli anni nella compagine aziendale, nelle modalità di organizzazione del servizio e nella pianificazione degli interventi strutturali da porre in essere, soprattutto considerando che, ad oggi, non sono stati ancora approvati il Piano Regolatore Cimiteriale e il Regolamento di Polizia Mortuaria.

Auspichiamo di vedere nel più breve tempo possibile la messa in pratica di quanto fortemente suggerito nella relazione al bilancio.

Siamo inoltre convinti che non può più essere rimandato lo studio e l’approfondimento di misure che qualche anno fa furono solo paventate, senza poi dargli seguito, tipo la predisposizione di uno studio di fattibilità per incorporare la società Multiservizi srl in Atam spa, quest’ultima a totale controllo comunale.

Ci sembra piuttosto evidente, come sostenuto in campagna elettorale, che tutto il mondo delle società partecipate dal Comune vada rivisto a 360 gradi, a partire dalle nomine dei vertici.

Ci auguriamo che il nuovo assessore Simone Chierici, non solo ascolti le nostre parole, ma convochi quanto prima quello che noi riteniamo un urgente tavolo di lavoro. 

Movimento 5 Stelle

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L’imbarazzo delle Istituzioni Pubbliche di fronte alla vita umana

Questa società, così come è fatalmente emersa con il manifestarsi della pandemia, si presenta come il Vaso di Pandora.

Un vaso alchemico di sofferenze, pronte a riversarsi per strada secondo giorni ed orari prestabiliti. Arezzo ci appare come un contenitore da cui emergono, da un anno a questa parte, tutti i problemi  trascurati, accantonati dalla cattiva gestione delle politiche in risposta ai bisogni della persona, dell’ambiente e del vivere in senso lato.

La società aretina a me più cara, perché rispettosa del valore della persona, è rintracciabile nella realtà economica mezzadrile che si è dissolta nella seconda metà del secondo novecento. Quella realtà, infatti, è stata capace di includere nel contesto lavorativo la persona e la famiglia. Una esperienza di prossimità tra lavoro e affetti che, pur non essendo esente da conflitti e difficoltà relazionali tra generazioni, riusciva a trattenere al proprio interno i soggetti più fragili a cui garantiva un certo ruolo ed un certo “saper fare” utile alla vita e al vivere in società. Gli anziani avevano il rispetto e lo stesso dicasi di bambini e bambine cresciuti affiancati dalla presenza quotidiana degli adulti destinati al lavoro nei campi.

In qualche modo la genitura, perpetuata in un contesto economico lavorativo prossimo ai ritmi della natura, manteneva al proprio interno un certo potere di responsabilità e di accudimento. Con la politica della industrializzazione è arrivata all’umanità una sorta di “punizione”, che vede immolata la funzione della cura, dell’accudimento per se stessi e per i propri cari al valore del profitto e del denaro.

Sono stati alterati totalmente i tempi biologici dello sviluppo umano, che ha sperimentato il quotidiano ritmo del vivere, sequestrato dai ritmi delle fabbriche destinate a produrre oggetti non sempre utili.

Ogni umano bisogno è stato alienato e la realizzazione di passioni e bisogni dei singoli sono stati silenziati dai ritmi assordanti delle macchine di produzione affidate all’uomo e alla donna. Il potere della medicalizzazione ha alienato l’umanità dal controllo/attenzione verso il proprio corpo e delegando la consapevolezza dell’essenza del vivere ad un domani sempre rinviato in un tempo lineare, senza traguardo di arrivo certo (vedi età pensionabile).

In questo senso sono stati rinviati gli accudimenti primari dei cuccioli d’uomo e delegati a entità educative o sostituti secondo leggi che il mercato economico aveva stabilito. Gli Enti Locali sono chiamati ad un compito sociale di cura e protezione della persona.

Questo vale anche per il Comune di Arezzo.

E’ stata creata una generazione di persone allevate con accudimenti viziati dal baratto del vantaggio economico e dai sostituti dell’affetto familiare del babbo e della mamma che per portare a casa i  soldi, hanno portato i bambini “piccolissimi” e i nonni “non tanto vecchissimi” in asili privati o statalizzati, delegandone gli accudimenti a educatori omologati al sistema ed alle regole del potere economico vigente.

Il risultato oggi è che il potenziale di relazioni affettive tra genitori e figli delle suddette generazioni appare carente nell’affermazione di compiti di accudimento prima, e nella esplicazione delle regole che in privato e in ambito sociale si rendono necessarie, poi.

La messa in opera della vita, con i suoi processi della crescita e dell’audizione delle intime passioni di ciascuno, sono andate confuse con gli oggetti sostitutivi dal ciuccio al biberon al videogioco. Sensi di colpa per “l’assenza dalla presenza” sono stati accantonati o sostituiti dall’illusione che portare a casa i giocattoli, alla sera, ai figli potesse compensare l’impagabile incontro di coccole, carezze e sguardi mancanti.

Invito l’Assessore Tanti a portarsi verso una riflessione attenta sui diritti e doveri da esplicare in politiche alla persona che, per norma, vengono delegate ai Comuni ed alle Istituzioni  pubbliche preposte.

Tonina Michela Tanda

Meetup M5S Arezzo

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Dormitorio, il calore che non c’è

Da pochi giorni si è conclusa, anche quest’anno, la stagione del dormitorio comunale gestito dalla Caritas. E’ sicuramente vero che proprio alla Caritas deve andare il merito maggiore della gestione del dormitorio di Arezzo.

Tutto è scorso abbastanza tranquillamente nonostante il ruolo dei volontari sia scemato molto e forse se ne potrebbe fare anche a meno, stante le attuali condizioni, in considerazione, senz’altro non ultima, che i dipendenti Caritas che si alternano nelle notti, pur essendo alla prima esperienza, hanno svolto bene il loro lavoro.

Se ne potrebbe fare anche a meno perché i rapporti personali con gli ospiti sono andati pressoché esaurendosi, per motivi sia logistici che di tempistiche. La presenza di noi volontari, negli anni passati, non aveva solo lo scopo di fare da “guardiani”, anche se in alcune situazioni si rendeva necessario, ma anche quella di instaurare rapporti, non dico di amicizia, anche se in taluni casi è avvenuto anche questo, ma di cordialità e di una certa confidenza.

Questa era una delle motivazioni di fondo del nostro essere lì, affinché, per quanto possibile, potessimo riuscire a dare un po’ di “calore” diverso, umano, anche se non sempre tangibile. Per quanto riguarda gli “zero gradi”, questi a mio avviso potrebbero essere la dimostrazione che l’assessorato al sociale, in questo caso, è stato interessato più ad una propaganda giornalistica nella quale ha voluto “dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio” salendo anch’esso sul podio, piuttosto che alle persone da aiutare. Come se espletare una funzione sociale che risponda alla presa di coscienza della salvaguardia della dignità di ogni uomo, sia una specie di gara a premi, e non un dovere precipuo dell’amministrazione pubblica.

Meteo a parte, la sensazione che si percepisce è che per l’Amministrazione l’importante non sia stato il prolungamento dell’ospitalità nei confronti dei senza fissa dimora, quanto il rispettare gli accordi, i patti, le scadenze e sentirsi a posto e magari anche bravi. Probabilmente anche “per non creare un trend” come ebbe a dirmi tre anni or sono, quando Le posi la stessa domanda, l’Assessore Tanti.

Vedremo il prossimo inverno.

Noi volontari abbiamo fatto delle proposte alla Caritas e sono state ascoltate con attenzione; credo che saranno prese in considerazione nella loro fattibilità. Non dobbiamo però dimenticare che tutto è strettamente dipendente dalle sovvenzioni che il Comune vorrà dare e quindi anche Caritas si dovrà, giocoforza, muovere tra paletti che non avrà messo essa stessa.

Ogni nostra azione è frutto di una cultura e di come viviamo in relazione con gli “altri” e quindi come espletiamo la socialità nel nostro privato come nel pubblico. 

Per questo mi auguro che gli addetti all’uno e all’altro incarico, sì rilevante, abbiano un cambiamento di mentalità e quindi di condotta, configurando nell’azione dell’Istituzione Comune, non solo un dovere, ma anche un esempio da dare a tutti i cittadini, di vicinanza attiva e continuata nei confronti degli “ultimi” e dei più deboli.

 

Luca Petruccioli

Meetup M5S Arezzo

Volontario presso il Dormitorio

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Stadio Comunale, una spinta per rilanciare Arezzo

Mancano 16 mesi (luglio 2022) alla scadenza della concessione con cui il Comune ha fornito l’utilizzo dello stadio alla società di calcio dell’Arezzo.

Ci auguriamo che il Comune non si limiti a “rinnovare” la concessione, senza prima fare una valutazione a 360 gradi.

E’ necessario gettate le basi per l’apertura di un tavolo di lavoro che prenda in considerazione anche opportunità e idee totalmente diverse dalle attuali, a vantaggio di tutti gli interessati, in primis degli attuali fruitori della concessione.

Perché da molti anni non vengono organizzati concerti oppure partite di calcio di livello nazionale o internazionale allo Stadio Comunale?

Lo stadio risulta essere a norma in tutte le sue parti?

Per avere risposta alle nostre domande, in data odierna abbiamo depositato un atto di indirizzo che sarà discusso nel prossimo consiglio comunale di fine aprile.

A nostro avviso tutta la città di Arezzo può trarre beneficio da questa discussione, perché lo Stadio Comunale può essere un trampolino di lancio per attività economiche, occasione di lavoro per imprese e privati, aumento degli introiti per le casse comunali, un volano per l’indotto.

Senza trascurare ovviamente la primaria funzione sportiva dell’impianto e i positivi riflessi che potrebbe avere per i settori turistico e sociale.

Movimento 5 Stelle

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Forests for life WWF, il Movimento 5 Stelle Arezzo aderisce

Il WWF ha da poco lanciato il progetto “Forests for life – Toscana”. 

Fedeli al rispetto e alla concretizzazione pratica della nostra “stella” dell’ambiente, non possiamo che esserne contenti e appoggiarne lo spirito, le intenzioni e i metodi. 

Di questo progetto sono importanti l’aspetto divulgativo, educativo, pratico e il contributo all’aumento della consapevolezza dei cittadini toscani ed aretini riguardo i propri boschi. 

Non bisogna farsi ingannare dall’apparente aumento delle superfici boschive, dato che il detto che “la Toscana è ricca di boschi poveri” è disgraziatamente molto reale. Sfortunatamente, i boschi nostrani sono spesso visti da Amministrazioni, imprenditori del legname, media e perfino da molti tecnici istituzionali, solo come un giacimento di legna da ardere o legname per costruzioni e mobilio da sfruttare il più possibile, anche nei siti, teoricamente protetti, della Rete Natura 2000 o con vincoli  paesaggistici.

Le foreste, però, sono molto più di materia prima per segherie. 

Forniscono generosamente quelli che sono definiti servizi ecosistemici e cioè: serbatoio e protezione della biodiversità, sequestro di carbonio, spazi di rigenerazione e ricreazione per i cittadini, prevenzione del dissesto idrogeologico e memoria e identità culturali. 

La pratica più devastante denunciata dai curatori del progetto è quella del taglio ceduo semplice (oltre il 70% delle richieste di autorizzazioni nel 2019, equivalente a 9.500 ettari). Dopo una tale pratica, il terreno è denudato e la biodiversità eliminata per decenni. 

Il fine che si vorrebbe perseguire è quello di facilitare la trasformazione di sempre più zone degradate dal taglio ceduo in foreste di alto fusto e, ove possibile, in foreste vetuste. Queste ultime sono complessi biotopi ritornati quasi allo stato selvaggio incontaminato, nei quali tutti i benefici ecosistemici sono fruibili al massimo grado. 

E’ ovvio che noi del Movimento 5 Stelle aretino ci troviamo in pieno accordo con il WWF, dato che la protezione e la valorizzazione del patrimonio arboreo sono sempre state nel nostro programma, per ultimo in quello depositato in Comune per le scorse elezioni comunali di settembre 2020. 

Oltre ai vari interventi di piantumazione, direttamente eseguiti dai nostri volontari dopo l’adesione all’iniziativa nazionale “Alberi per il Futuro”, abbiamo in discussione per il prossimo Consiglio Comunale di venerdì 2 aprile un nostro atto di indirizzo dal titolo “Boschi della Memoria”, al fine di creare zone boschive nuove, in memoria dei morti per Covid-19.

Inoltre, insieme a maggioranza e minoranza, abbiamo proposto la creazione di un percorso turistico legato agli alberi monumentali del Comune di Arezzo, con il duplice scopo di tutelare e preservare questi magnifici esemplari e di dare impulso al turismo aretino.

Movimento 5 Stelle

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CS M5S: Assessore Sacchetti, chiesta verifica su presunta incompatibilità

In data odierna abbiamo rimesso all’attenzione dell’attuale Segretario Generale Alfonso Pisacane un documento con il quale chiediamo che venga approfondito con urgenza il presunto stato di incompatibilità tra l’incarico di assessore del Comune di Arezzo e il ruolo di dirigente di Csai dell’ingegnere Marco Sacchetti, nominato con Decreto del Sindaco n. 2020/100 del 15 ottobre 2020 con deleghe a ciclo dei rifiuti, ciclo delle acque, protezione civile, interventi strategici e ambiente.

Il Movimento 5 Stelle ricorda che nella precedente consiliatura era già stata presentata una mozione di sfiducia all’assessore Sacchetti (Prot. 46581 del 19.04.2016), con la stessa motivazione. 

Con delibera n. 1304 del 14/12/2016 l’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) riteneva valide e applicabili le nostre osservazioni. Tuttavia il regime transitorio, previsto dal Legislatore con l’art. 29 ter del D.L. n. 69/2013, non consentiva, in prima applicazione, di dichiarare l’incompatibilità tra la carica di assessore dell’ingegnere Marco Sacchetti e l’incarico dirigenziale dello stesso presso Csai, una società privata in controllo pubblico che opera nel ciclo integrato dei rifiuti e gestisce le discariche di Terranuova e Castiglion Fibocchi.

Dopo aver nuovamente analizzato tutta la documentazione, abbiamo deciso di depositare un’altra richiesta, in quanto a nostro avviso non è più configurabile la prima applicazione.

Movimento 5 Stelle

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Pionta, ennesima ghiotta occasione

Alla cerimonia di inaugurazione della scultura a memoria delle vittime del Covid-19, iniziativa che il Movimento 5 Stelle appoggia, di fronte all’ingresso principale dell’ospedale San Donato, prevista per domenica 21 marzo alle 11:00, saranno presenti numerose personalità, tra le quali il direttore della Asl Toscana Sud-Est Antonio D’Urso, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il senatore e presidente della commissione Cultura Riccardo Nencini, il prefetto Anna Palombi, il sindaco Alessandro Ghinelli.

E’ un’occasione unica per illustrare a tutti la situazione degli immobili fatiscenti del parco del Pionta.

Anche su questi temi vorremmo poter vedere la stessa partecipazione da parte degli attori del parco. 

Il Movimento 5 Stelle è disponibile, prima o dopo la cerimonia, ad accompagnare tutte queste personalità, nel pieno rispetto delle disposizioni anti-Covid, nel percorso che divide l’auditorium dal Pionta (circa 500 metri), al fine di mostrare lo stato in cui versano i sopracitati immobili e, finalmente, dare avvio ad un serio percorso che porti ad una soluzione definitiva del problema.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Processo Coingas, ci siamo

Il prossimo 23 marzo si terrà l’udienza preliminare del processo cosiddetto “Coingas” a cui si legano anche le vicende relative a Estra e Multiservizi. 

E’ una data importante per Arezzo. Una data in cui si devono assolutamente tutelare gli interessi degli Aretini: è per questo che abbiamo chiesto, insieme ad altri esponenti della minoranza, che il Comune di Arezzo si costituisca parte civile.

E’ corretto essere garantisti nei confronti dei soggetti coinvolti nell’inchiesta che dovranno comparire davanti al giudice delle indagini preliminari. 

Ci saranno per il caso Coingas-Estra: il Sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, Sergio Staderini (ex-presidente Coingas), il presidente di Estra Francesco Macrì, l’avvocato Pier Ettore Olivetti Rason, il commercialista Marco Cocci, l’assessore Alberto Merelli, l’avvocato Stefano Pasquini, la contabile Mara Cacioli, l’attuale presidente di Coingas Franco Scortecci, l’avvocato Jacopo Bigiarini.

Per il “filone” Multiservizi: l’ex-presidente della partecipata Luca Amendola, il consigliere comunale Roberto Bardelli e Lorenzo Roggi, presidente di Arezzo Casa. 

Sarà il giudice Claudio Lara, al termine dell’udienza preliminare, a decidere se saranno tutti rinviati a giudizio, come chiesto dalla Procura, oppure no.

Tuttavia, scorrendo tutti i nomi della lista, è facile capire perché il Comune di Arezzo non voglia costituirsi parte civile nel processo Coingas.

Il Movimento 5 Stelle continuerà l’opera di vigilanza fin qui svolta, perché deve finire il tempo delle strategie e delle mancate risposte.

La città ha bisogno di trasparenza e di una amministrazione su cui non aleggino ombre, sospetti e ambiguità.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Coingas, da destra intervento fuori tempo massimo

Le parole espresse dalla destra di maggioranza arrivano con colpevole ritardo.

Sono passati quasi due settimane dal Consiglio Comunale del 25 febbraio, giorno in cui si è potuto discutere, ma non votare a causa dell’uscita di quasi tutti i consiglieri di maggioranza, l’atto di indirizzo che invitava la Giunta a far costituire parte civile il Comune di Arezzo al processo cosiddetto “Coingas”, che aveva il solo obiettivo di far tutelare gli interessi degli Aretini, nonché essere un dovere morale da parte dell’Amministrazione.

Tralasciando la sceneggiata della maggioranza in fase di dibattito, facciamo notare che se tutto il centrodestra fosse stato concorde nel votare contro questo atto di indirizzo, avrebbe ottenuto il risultato voluto.

Sarà perché nei giorni precedenti il Consiglio Comunale, erano usciti sulla stampa posizioni fortemente diverse sul tema Coingas all’interno della maggioranza?

Ci si ostina a voler far intendere ai lettori che la tesi secondo cui il Comune di Arezzo non si debba costituire parte civile nel processo Coingas sia l’unica posizione possibile. 

Ci si dimentica quanto sostenuto dall’avvocato David Scarabicchi il quale ha dichiarato che la costituzione di parte civile è lo strumento adatto a tutelare Coingas all’interno del procedimento e deve avvenire necessariamente entro la data del 23 marzo.

Il Movimento 5 Stelle, sottoscrivendo questo atto con la minoranza, non aveva certo la volontà di strumentalizzare il Consiglio Comunale.

Coloro che lo hanno strumentalizzato sono stati i consiglieri che il 25 febbraio hanno abbandonato l’Assemblea in corso, adducendo i più disparati motivi, scegliendo di fatto di sottrarsi al dialogo: questa sì che è una mossa evidentemente politica, dato che avrebbero avuto i numeri per bocciare l’atto di indirizzo e chiudere in quella sede la discussione. O forse no?

Movimento 5 Stelle

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Sociale e scuola, il fallimento della Tanti

Barlumi di autocritica da parte della vicesindaca relativamente alla sua gestione delle politiche sociali e scolastiche durante la precedente consiliatura.

A nostro avviso è però pessimo il tentativo di porvi rimedio, delegando tematiche così delicate ad una o più fondazioni. 

Oltre al danno, la beffa?

E’ del tutto inaccettabile l’arroganza della formula secondo cui “Noi abbiamo vinto, noi decidiamo”, in particolare per il sociale e la scuola, argomenti così importanti che non possono essere trattati a colpi di maggioranza. 

Governare non significa comandare.

La dignità delle persone e il sostegno a chi è in difficoltà, dovrebbero essere argomenti  a cui devono poter partecipare tutti i soggetti politici, in quanto rappresentanti di tutta la popolazione, ed anche tutti gli interessati come associazioni, famiglie, professionisti. E non solamente da una giunta.

Anche lo strumento individuato, le fondazioni, ci lascia basiti.

Non è bastata l’esperienza pregressa con le concessioni di beni pubblici date ai privati (ad esempio la gestione idrica)? 

Non è bastata l’esperienza delle due fondazioni Arezzo InTour e Guido d’Arezzo, secondo noi assolutamente “fallimentari”, vuoi per la poca chiarezza degli interessi, vuoi per i soggetti che vi operano? Dare dei bei nomi alle fondazioni non le trasforma automaticamente in strumenti buoni per Arezzo.

Non sono, infine, per nulla chiari i motivi che stanno alla base della decisione di esternalizzare tali servizi.

Chi finanzierebbe queste nuove fondazioni? In caso di debiti, chi li ripagherebbe? 

Chi controllerà come saranno gestite le risorse, la selezione del personale e la qualità del lavoro svolto? Come sarebbe garantita la trasparenza?

Quanta voce avrebbe in capitolo il Comune di Arezzo? Quanto sarebbero reversibili le fondazioni in futuro? Il Comune sarebbe in grado in qualsiasi momento di riportare il servizio in house e recuperare i beni trasferiti alle fondazioni?

Movimento 5 Stelle

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