Impara l’arte e mettila da parte – Icastica

icasticaTrovo assolutamente strumentale e per molti aspetti parte di una cultura fin troppo “provinciale”, l’atteggiamento sarcastironico-politico che molti cittadini e personaggi istituzionali rivolgono ad una rassegna di cultura estetica internazionale come Icastica. La famigerata attitudine da “Botoli ringhiosi” di cui Dante ci dotava, pare ancora riecheggiare nell’aria quandunque si presenti una novità in città. Infondo non è paradossale che ci si lamenti della “morte del centro storico” e poi ogni volta che si prospetta qualcosa all’orizzonte, puntualmente viene denigrata, derisa o osteggiata? Non sono solito giudicare i lavori a priori per cui attenderò la fine per fare una valutazione seria; come dovrebbe fare chiunque abbia un minimo di rispetto del lavoro altrui o che, comunque, sia in età post adolescenziale.

Per adesso l’unica cosa che contesto (politicamente) è che l’Assessore avrebbe potuto fare di più in termini di condivisione. Ovvero, piuttosto che cantarsela tutta da solo, avrebbe potuto presentare la sua idea in Commissione Cultura. Informare i commissari, e quindi il Consiglio Comunale tutto sull’idea, sui costi e la logistica. Sarebbe stato il minimo apprezzabile. Purtroppo, ancora siamo in una città che va avanti a colpi di maggioranza, poco incline al dialogo con chi, magari, la pensa diversamente (leggi anche prossima approvazione del Bilancio Comunale). Confrontarsi significa incontrare i cittadini, renderli partecipi e quindi più parte in gioco. Ahimè invece, ci troviamo nella situazione in cui c’è chi si lamenta che non può parcheggiare in Piazza Cadorna o chi non vuole “panni stesi” sopra la testa per l’imminente Giostra del Saracino. Ecco, quando non si cerca il confronto, si cade inevitabilmente nello scontro. Mentre invece Arte e Cultura dovrebbero essere segni di riconoscimento identitario.

Si sa l’arte si fa apprezzare quando la si vive, spesso non la si capisce e forse dovremmo tutti fare uno sforzo in più per arricchire il nostro bagaglio culturale e comunitario, smettendola di giudicare o pensare al proprio orticello; piuttosto facendosi coinvolgere da essa e lasciarla fluire, percependo solo in seguito, se ci ha lasciato qualcosa oppure no. Un giudizio per non essere un pregiudizio deve nascere da un esame interno, non sostituirsi ad esso.

Buona Biennale a tutti.

Lucio Bianchi

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