No al taglio della polfer (Terontola e San Giovanni Valdarno) e della polizia postale (Arezzo)

polizia-ferroviaria“Non possiamo che trovare irrazionale il taglio lineare che il Ministero dell’Interno vorrebbe operare su molti presidi della polizia di Stato per mettere in atto esigenze di ottimizzazione delle risorse. In molte aree, quale quella di Arezzo, la sinergia tra istituzioni locali, centrali e organi di pubblica sicurezza ha garantito sino ad oggi una qualità della vita invidiabile, ma ora, andando a chiudere due stazioni della polfer (Terontola e San Giovanni Valdarno) e una di polizia postale (Arezzo) si rischia di compromettere definitivamente questo equilibrio”. Lo dichiarano i deputati cinque stelle toscani Chiara Gagnarli, Marco Baldassarre e Massimo Artini, che oggi hanno depositatoun’interrogazione al Ministro dell’Interno per chiedere un ripensamento della razionalizzazione in atto.

“Un ripensamento che gioverebbe innanzitutto alla sicurezza dei cittadini, specie per quel che riguarda l’apporto della polizia postale. Oggi i reati “da web” si moltiplicano e avere un punto sul territorio per assistere i cittadini di fronte a tante usurpazioni è sacrosanto. Ci auguriamo – concludono i cinque stelle toscani – che il neoministro ripensi a questo progetto, che con l’obiettivo del risparmio potrebbe andare a compromettere il benessere dei cittadini”.

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Ida, la tassa per molti, ma non per tutti …

2038838-FANFANI1Lo scorso anno il Comune di Arezzo ha deciso di applicare una sovrattassa di 5 euro la tonnellata, come indennità di disagio ambientale (IDA) a tutte quelle amministrazioni comunali che utilizzano l’impianto di S.Zeno per il conferimento e trattamento dei loro rifiuti solidi urbani. Questo come contributo al ripristino ambientale dei territori prospicienti l’impianto evidentemente ed intrinsecamente riconoscendo a tali territori evidenti danni. Tale addizionale, ovvero tassa aggiuntiva, da noi già avversata in fase di istituzione, è stata pagata anche dai cittadini aretini, per questo quindi “cornuti e mazziati”, attraverso la Tares essendo stata aggiunta nel piano economico finanziario presentato dal gestore di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani dell’area aretina, Aisa Spa, per l’anno 2013.

Da documentazione ufficiale apprendiamo che alcuni enti locali, soggetti alla IDA, quali ad esempio il Comune di Monte  San Savino, si sono rifiutate perentoriamente di adempiere al pagamento della stessa.

Posto che Aisa è detenuta all’84% dal comune di Arezzo e che, come nel caso di Castiglion Fiorentino, si sono già verificati ammanchi milionari per mancati pagamenti, anche se di altra natura, è evidente che la principale danneggiata è la collettività aretina.

Premesso tutto questo sono a chiedere:

  • quali le argomentazioni addotte dalle amministrazioni inadempienti al pagamento della IDA;
  • quali sono gli importi IDA ad oggi non pagati;
  • quali azioni azioni concrete siano state messe in essere da Aisa per riscuotere tali crediti e in quali tempi si presume di risolvere il contenzioso;
  • quali opere di ripristino sono previste, nell’anno 2014, ed in quali documenti programmatici sono inserite, con gli introiti della Ida nel territorio delle frazioni del comune interessate?

 Daniele Farsetti  – Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Arezzo

Interrogazione urgente in Consiglio Comunale del 13/02/2014

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Interrogazioni CC del 13/02/2014: Ticket sanitari, Animali e parchi pubblici

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Allo scorso Consiglio Comunale ho presentato due interrogazioni che riguardano:

  • I controlli della GdF e le sanzioni amministrative della Regione in merito all’esenzione dei ticket sanitari
  • La rimozione dei cartelli di divieto d’accesso ai Cani nei parchi pubblici (LR. 59/2009)
  • Manutenzione e lavori al Parco dell’Anfiteatro

Le Risposte della Giunta (che io abbrevio nei contenuti ma consultabili per esteso nel verbale della seduta) sono state:

  • Ass. Caremani: “Le farò avere risposta scritta.”
  • Ass. Dringoli: “I cartelli saranno presto rimossi. Il Parco Anfiteatro non è di nostra competenza…”

Di seguito i testi integrali delle due interrogazioni.

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Incontro con il prof. Nino Galloni – “Chi ha tradito l’economia italiana?”

nino galloni, arezzo

Incontro e dibattito pubblico sulla recente storia economica italiana e i possibili scenari futuri, in compagnia del prof. Nino Galloni.

L’incontro avrà luogo sabato 22 febbraio alle 17.45, presso la Sala Rosa del Comune di Arezzo – P.za Libertà, 1. Ingresso libero.

Evento FB

Oggi la speculazione finanziaria è dieci volte più forte delle classiche istituzioni internazionali, ma la attuale prepotenza della finanza internazionale, dove ci sta portando?
La sconfitta del principale paradigma liberista (il risanamento dei conti pubblici come presupposto dello sviluppo) sostituito dal paradigma voluto dal potere vincente, la speculazione internazionale (che, invece, sta sostenendo, subito lo sviluppo con conti in ordine) non risulta ancora digerita dai governi e dagli Stati: che continuano ad anteporre «lacrime e sangue» e a non selezionare le misure di politica economica per scegliere solo quelle che aiutano lo sviluppo senza peggiorare i conti ovvero che migliorano i conti senza penalizzare lo sviluppo. Su questa strada è addirittura l’euro a rischiare, a breve, una brutta fine. Oggi la speculazione finanziaria è dieci volte più forte delle classiche istituzioni internazionali. La stessa Germania, in Europa, non riesce a tenere il passo con il cambiamento dei paradigmi. La svolta liberista anti-keynesiana della fine degli anni settanta ha esaurito la sua spinta devastatrice, ma la attuale prepotenza della finanza internazionale, dove ci sta portando?

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Battaglia in consiglio sulle Cave di Quarata, non serve scavare, serve un percorso di confronto nel territorio.

Il consigliere 5 stelle Daniele Farsetti ci spiega quali scenari si vanno delineando per l’area delle cave di Quarata.

Quarata, un territorio da bonificare, alla luce anche degli inquietanti ritrovamenti dell’ultimo periodo o dei risultati delle analisi del suo sottosuolo, o sul quale continuare uno sfruttamento intensivo delle risorse presenti? Negli ultimi due consigli comunali la giunta ha posto in votazione l’approvazione di una concessione di scavo, alla ditta Cocci srl, per ulteriori 5283 mq, a fronte dell’impegno della medesima alla “riqualificazione ambientale” di una porzione di terreno di 59.000 mq già scavata e che, nelle parole dell’assessore Gasperini, presentatore della pratica, si trova in una condizione di degrado ambientale sotto il profilo socioeconomico, in quanto è in stato di abbandono, sia sotto il profilo idrogeologico, in quanto a causa del dislivello del terreno si formano degli estesi ristagni di acqua.” Il terreno interessato, sia la bonifica che la nuova estrazione è quello individuato nella toponomastica “la Perla”. Inutile ricordare che ormai da decenni la zona è deturpata da massivi scavi per l’estrazione degli inerti che vengono utilizzati in edilizia e che tali estrazioni non sono al servizio del solo settore edile locale ma vengono utilizzate per tutta la regione. Deve essere invece sottolineato che le concessioni già in essere non sono esaurite.

Un tema delicato che non deve essere affrontato su posizioni strumentali ma cercando di capire la vera natura dell’intervento. Chi pensasse ad un ripristino dell’originario livello del terreno e la relativa armonizzazione del panorama, rendendolo più simile alla campagna Toscana piuttosto che alla periferia di Beirut rimarrà deluso: il recupero prevede solamente il ripristino della scarpata lungo la Strada Setteponti, per quei tratti danneggiati, il riporto di terreno in modo da livellare la superficie, la realizzazione del reticolo idraulico, oggi completamente assente, per il deflusso delle acque. La depressione del terreno rimarrà tale e quale. Di bonifica del terreno da agenti inquinanti presenti, giova ricordare che lo spin off CGT srl legato all’università di Siena, che condusse approfondite analisi in tutta l’area nel 2011, individuò pericolose concentrazioni di Boro proprio in quei terreni, non troviamo traccia.

Capito quindi cosa la collettività otterrà in cambio della possibilità di estrazione di ulteriori 300.000 m3 (50.000 mq x almeno 6mt di profondità) di sabbia, per un valore a “cazzottometro”, in favore del cavatore, superiore al  milione di euro, ci chiediamo a chi sia veramente favorito da questa operazione.

Se proprio dobbiamo ragionare in punta di regolamenti, dove spesso il Partito Democratico si rifugia, ricordiamo che i proprietari del terreno ai sensi dell’art. 22 comma 1 del regolamento di polizia urbana che testualmente recita “Ogni terreno deve essere tenuto in ogni momento in buone condizioni di manutenzione e decoro da parte di chi ne ha la disponibilità, con particolare riguardo alle sterpaglie e in condizioni igieniche buone allo scopo di prevenire il proliferare di animali sgraditi o portatori di malattie.” Quindi il ristagno dell’acqua, ed i lavori di ripristino, erano già obbligatori per legge. Il sindaco potrebbe semplicemente emanare un’ordinanza e la cosa si risolverebbe senza ulteriori aggravi ambientali.

Le parole del consigliere Ghinelli (Pdl), pronunciate nel consiglio del 31 gennaio, fotografano la situazione: “Beh, è una vecchia tecnica dei cavatori, quella di richiedere i volumi di escavazione con la scusa di rimettere a posto tutto. Ci marciano, ci vanno avanti da anni, ma non solo alle cave di Quarata, ovunque in Italia. È un malvezzo, e io ritengo che sia profondamente sbagliato consentire questa ulteriore escavazione. Ma non per penalizzare, perché in realtà quell’area ha bisogno di ben altro: non ha bisogno di essere escavata, ha bisogno di essere bonificata”.

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Come ridurre le emissioni inquinanti grazie ad una tassa accettabile (e che restituisce in ricerca e sviluppo). Il caso svedese.

image_miniPostiamo questo articolo perchè ben si adatta e potrebbe essere esattamente sovrapponibile alla realtà italiana ed a quella aretina in particolare, densa di insediamenti industriali inquinanti: tassare chi maggiormente inquina e ridistribuire i proventi in ricerca ed innovazione.

Il report dell’OCSE del dicembre 2013 (“The swedish tax on nitrose oxide emissions”) fa luce sui grandi benefici conseguiti dalla riforma svedese nel campo delle politiche ambientali, specificatamente in termini di riduzione delle emissioni di un inquinante come l’ossido di azoto (NOₓ) e ad un miglioramento della tecnologia industriale.

Negli anni ’80 la Svezia ha dovuto affrontare un problema di acidificazione dei suoli, già acidi naturalmente, e di eutrofizzazionedell’acqua, entrambi dovuti alle emissioni di NOₓ degli impianti di combustione dei trasporti, delle industrie e delle centrali di energia.
Gli effetti di tali emissioni gravano sulla vegetazione, che è colpita dalle cosiddette piogge acide, e sulla salute umana con conseguenti malattie respiratorie e cardiovascolari.

L’ossido di azoto si forma per reazione con l’ossigeno presente nell’aria durante la combustione e non è possibile quantificarlo in base al contenuto dei combustibili utilizzati nel processo, come invece succede per altre sostanze inquinanti. Si tratta quindi di emissioni difficili da controllare. schema passaggi principali della combustioneschema passaggi principali della combustione schema passaggi principali della combustione

Alla fine degli anni ’80 il Parlamento svedese è intervenuto chiedendo la riduzione delle emissioni del 30%. Limitandosi a tale imposizione si temeva però di danneggiare la competitività delle industrie coinvolte. L’incarico è passato quindi alla Commissioni per gli affari ambientali svedese che si è occupata di redigere una politica che fosse capace di ridurre le emissioni di NOₓ e al tempo stesso di stimolare gli investimenti in tecnologie avanzate di combustione e di abbattimento dell’inquinamento.

Nel 1992, il Parlamento svedese ha approvato l’introduzione di una tassa dell’importo di 40 corone svedesi per ogni chilo di ossido di azoto emesso, da applicare limitatamente agli impianti che producono almeno 50 MWh di energia utile all’anno. L’espressione energia utile si distingue secondo il tipo di industrie: per le industrie energetiche corrisponde all’energia venduta, mentre per gli altri tipi di industrie si intende vapore, acqua calda o elettricità prodotti e impiegati nella produzione.
La novità della politica svedese consiste nella restituzione del gettito della tassa alle industrie partecipanti in proporzione all’energia da loro prodotta.

Si tratta dunque di un forte stimolo all’innovazione tecnologica: i rimborsi, difatti, stimolano da un lato gli investimenti per ridurre le emissioni e dall’altro l’aumento di produzione di energia, così da ricevere maggiori quote di rimborsi.
Uno stimolo ulteriore si genera promettendo ai manager un bonus sui salari in caso di basseemissioni.minori emissioni e maggiore energia

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Buon viso a cattivo gioco

lookinginwarddavidhouk5pa1In questi giorni stiamo assistendo al crollo della democrazia. Tutto si rovescia, i media con abili stratagemmi, riescono a ribaltare la realtà e far diventare, coloro che difendono i diritti dei cittadini e si spendono perché vengano applicati gli articoli della Costituzione, criminali colpevoli di chissà quali misfatti. Uno dei problemi fondamentali, però, è che molto spesso dimentichiamo; dimentichiamo che il nostro Presidente della Repubblica è stato eletto per due volte di seguito con un meccanismo mai visto nella storia italiana. I partiti pur di governare hanno fatto un accordo scavalcando a piè pari i dettami costituzionali. E questi sono solo i fatti più recenti ma negli ultimi mesi ne abbiamo viste di tutti i colori.

In Parlamento si va avanti a forza di decreti legge cosa che il governo potrebbe applicare in casi estremi e non per consuetudine. Tutto è concesso e nessun cittadino, se non una minoranza, s’indigna e dice qualcosa a tal proposito. Semplicemente non si interessa. Sicuramente molti nemmeno sanno come funziona un decreto o il percorso che deve avere una legge. Cittadini non ben informati non potranno mai valutare nel merito quello che dice un politico, perderanno sempre essendo svantaggiati in partenza. Il potere di una persona sta proprio nella sua Cultura e nel grado d’informazione che riesce a percepire, leggendo più fonti, valutando con la propria testa.

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