Dad, la vera sfida sarà ripartire a settembre

La sospensione dei servizi educativi e formativi per i bambini da 0-6 ha cambiato notevolmente la vita delle famiglie, di bambini e bambine, maestri e maestre, educatori e educatrici. 

I bambini si sono trovati e si trovano a fare i conti con un tipo di apprendimento diverso, isolato, non più collettivo e intersoggettivo.

L’apprendimento dai sensi, dal movimento e attraverso il corpo è stato improvvisamente limitato, e per cause di forza maggiore, abbiamo dovuto avvalerci di altri mezzi che hanno permesso il mantenimento di una relazione, quella educativa, che tanto fa bene ai bambini e agli allievi di tutte le età.

La scuola è entrata nelle case e gli obiettivi tradizionali si sono arricchiti di altri: mantenere vivo il sentimento di appartenenza ad una comunità, dare continuità all’azione educativa, sottolineare l’importanza del contatto, del luogo-scuola, rompere la solitudine e soprattutto ricercare proposte didattiche “diverse” da quelle tradizionali adatte ai bambini e alle loro possibilità di “connessione”. 

I docenti e le famiglie si sono impegnati per permettere agli alunni di potersi riconoscere ancora nella loro comunità educante, per portare avanti il processo di insegnamento-apprendimento. 

La sfida più impegnativa in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico sarà quella di restituire ai bambini gli spazi fisici dove apprendere ma anche ritrovare una socialità perduta a causa dell’emergenza sanitaria in corso, con importanti conseguenze nella sfera relazionale. Trovare il necessario punto di equilibrio tra la tutela della sicurezza degli utenti e delle loro famiglie e il diritto allo studio delle fasce d’età più basse con adeguate misure di sostegno alla genitorialità, dovrebbe essere una delle priorità dell’amministrazione comunale, la nostra città deve farsi garante dei diritti al gioco e all’apprendimento che sono fondamentali per la crescita dei nostri piccoli.

Particolare attenzione poi dovrà essere data, con l’inizio dell’anno scolastico, anche all’abbattimento dei costi del nido a carico delle famiglie, molte delle quali risultano fortemente provate dalle difficoltà economiche del momento, con l’azzeramento della retta per chi possiede un ISEE entro i 15.000 euro. 

Così come potrebbe essere d’aiuto garantire il diritto alla frequenza dei servizi di istruzione della fascia prescolare, contrastando il fenomeno delle povertà educative, attraverso l’individuazione di spazi complementari che possano favorire una riorganizzazione del tempo scuola, attraverso l’attivazione di nuovi progetti educativi in collaborazione con l’associazionismo locale e potenziando le risorse educative comunali.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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One Reply to “Dad, la vera sfida sarà ripartire a settembre”

  1. Tonina

    Condivido con una riflessione sul tema istituzioni famiglie e istituzioni scolastiche in età 0-6 anni .
    Già parlare di scuola e di educazione in età 0-3 anni mi sembra un pensiero un po’ forte e ciò in corrispondenza di un fatto preciso che riguarda il bisogno primario di accudimento e attaccamento reciproco tra genitori e bambini che troppo spesso viene , il bisogno , sacrificato in termini di tempi e di resa alle esigenti regole del mercato del lavoro . Non è infrequente ascoltare nella pratica clinica storie di persone che hanno sofferto in silenzio il precoce distanziamento per esigenze lavorative parentali e cioè il venire meno di quell’immediato contatto fisico e pensato che unisce in modo unico quel figlio o figlia con quella mamma o quel babbo .
    Diversamente è difficile incontrare negli spazi della clinica psicologica persone che hanno sofferto del distanziamento scolastico se non perché abbiano alcuni sofferto di scarso riconoscimento dei propri specifici bisogni!
    L’isolamento e la solitudine non sono concetti sovrapponibili .
    Dai 3-6 anni io penso che vi sia necessità di socialità aspecifica di genere e il gruppo ha un valore formativo e maturativo ma anche di consolazione per esperienze emotive ambivalenti profondamente complesse che si sviluppano verso le suddette figure parentali di cui sopra .

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