Nomina Macrì, un normale gioco di potere partitico

Abuso d’ufficio e peculato sono le accuse contenute nel nuovo avviso di garanzia che la Guardia di Finanza ha recapitato a Francesco Macrì, presidente di Estra, nella mattinata di giovedì 16 luglio.

In questi giorni si è inoltre accesa una bagarre politica tra Pd e centrodestra aretino il cui motivo è il rinnovo dell’incarico di Macrì. Il Pd punta i piedi sulla durata “Se il centrodestra perde le elezioni la maggioranza all’interno dell’assemblea dei soci di Estra potrebbe cambiare” mentre il centrodestra non tiene minimamente conto dell’indagine che pesa sulla testa del proprio esponente, come se tutto fosse normale. 

Qui di normale non vi è rimasto davvero nulla, la prima cosa sensata a cui si dovrebbe pensare è se Macrì ha ed aveva le competenze per amministrare Estra e se, in virtù di quello che è emerso dalle indagini, è ancora persona di fiducia a cui affidare un incarico così delicato e la gestione di beni e servizi dei cittadini. 

Oramai si è così abituati a certi squallidi giochi di potere che sembra tutto normale, siamo anestetizzati così tanto da una politica clientelare al punto che nessuno ci fa nemmeno più caso.

Se il Movimento 5 Stelle risultasse vincitore alle prossime elezioni comunali, è sicuro che porteremo almeno queste due novità assolute: trasparenza e meritocrazia. 

Questo è il messaggio forte e chiaro che lanciamo ai cittadini. Non sono le “prossime” elezioni che devono far cambiare i nomi di coloro che sono seduti nelle poltrone del potere ma è il metodo che deve necessariamente cambiare.

Il fine deve sempre essere quello di ottenere il miglior risultato per il cittadino.

La politica deve essere al servizio degli Aretini e non schiava di giochi di potere.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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