Barare con i numeri, ovvero la dipendenza dai rifiuti del presidente Cherici

Riconosciamo al presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici una straordinaria capacità nel confondere gli argomenti e nell’attribuire ad altri cose mai dette.

Iniziamo dalla raccolta porta a porta. Ci sembra paradossale che il presidente di un impianto di trattamento dei rifiuti possa denigrare con tanta facilità ed ironia un sistema di raccolta, il porta a porta, che permette una straordinaria selezione dei materiali a monte degli impianti e di raggiungere quote di differenziata che oscillano tra l’80 ed il 90%. Una selezione fatta dai cittadini, senza impianti, senza costi, anzi con i risparmi in bolletta. E cosa fa il nostro presidente? Scimmiotta questo modello e lo mette sotto accusa perché utilizza furgoncini per la raccolta che, a detta sua e dei suoi collaboratori scientifici, inquinerebbero più dell’inceneritore. 

Scusi, presidente, ma dai cassonetti intelligenti con cosa vengono a ritirare i rifiuti per portarli a San Zeno?

Non si capisce perché con il porta porta i rifiuti dovrebbero prendere l’autostrada e percorrere chilometri e chilometri. Se il porta a porta venisse applicato ad Arezzo, i furgoncini arriverebbero a San Zeno come ora arrivano i camion di Sei Toscana, che non crediamo prendano l’autostrada per arrivare al suo impianto. La differenza basilare sta nel fatto che, invece di trasportare il materiale raccolto dai cassonetti intelligenti, la raccolta porta a porta permette di avere un rifiuto di qualità che limiterebbe al minimo lo scarto, quindi le tonnellate da incenerire. Il presidente lo sa benissimo, solamente per lui è un argomento scomodo e quindi gli fa gioco sparare a zero e trovare le scuse più assurde. Tutto questo, a suo dire, non porterebbe nessun beneficio ambientale, anzi un peggioramento dovuto ad un vorticoso giro di rifiuti non ben specificato. Se proprio vuole fare un confronto sull’inquinamento atmosferico dovuto alla raccolta, lo faccia tra i camion attuali e i camioncini del porta a porta. Se poi volesse ulteriormente approfondire, potrebbe provare ad individuare ed elencare a tutti le iniziative prese dal Comune di Arezzo per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, accorgendosi che è stato fatto pochissimo.

Passiamo ora alla parte ceneri, argomento che ha dato luogo alla discussione.

Noi abbiamo solo risposto  contestando certe affermazioni. Anche in questa occasione ricorda  benissimo i chili di particolato, le PM 2.5, che escono dal camino dell’impianto, soltanto 4kg, mentre continua a dimenticarsi i numeri delle ceneri della combustione che sono più di 4 kg, infatti sono circa 8.000 tonnellate. Senza dimenticare le micropolveri della filtrazione, anzi, del potente impianto di filtrazione, come lo chiama lei, che imprigiona e trattiene quello che noi chiamiamo in modo improprio “ceneri tossiche” che sono anche queste un pò più di 4 kg, infatti sono circa 1.300 tonnellate. Questa è una parte di quello che produce il suo impianto, caro presidente, e questo materiale va trattato e trasportato agli impianti di recupero e smaltimento. Materia che esiste, altrimenti sembra che nell’inceneritore entrano 45.000 tonnellate di rifiuto ed escono soltanto 4 kg di particolato: analizziamo il rapporto ambientale annuale dell’inceneritore e poi vediamo i numeri reali dell’impianto.

Per quanto riguarda la produzione di energia e vapore, diciamo bene, anzi benissimo, ma citiamo anche la quantità, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che con un inceneritore si possa produrre energia elettrica per l’intera città di Arezzo. Dai vostri dati l’impianto produce circa 18.000 MW/h all’anno di cui 8.000 MW/h servono per alimentare l’impianto stesso. In rete quindi vanno circa 10.000 MW/h, sufficienti per circa 10.000 persone: va bene essere soddisfatti, ma con moderazione. Insomma si riportano le analisi che fanno comodo e si nascondono quelle scomode, e non è vero che il Movimento 5 Stelle è contrario a tutto. Eh no, caro presidente, noi siamo contrari a questa logica perché proponiamo un altro modello, quello che a suo dire è “incompleto”, ma che è un modello che riduce al minimo i danni sulla salute e sull’ambiente. Noi siamo contrari ad un ampliamento di San Zeno a 75.000 tonnellate perché ancora Aisa Impianti non sa nemmeno dove trovare nella provincia 75.000 tonnellate di rifiuti, anzi di scarti di rifiuto.

Vede presidente se vuole parlare con noi di questo tema, lo faccia seriamente e non con queste continue sparate ad effetto per fare presa sui cittadini e convincerli che ad Arezzo c’è un modello vincente. Il suo modello sui rifiuti è già stato abbandonato da molti perché porta a risultati scadenti e questo lo possiamo vedere con i nostri occhi tutte le volte che apriamo un cassonetto. Resta lì l’errore, il tipo di raccolta con cassonetto, un errore in partenza che condiziona poi tutto il resto, impiantistica compresa: almeno su questo sarà convinto. 

La invitiamo, infine, a ripassare da Capannori dove è stato in visita circa 20 anni fa. Vede presidente, il porta porta a Capannori è stato avviato nel 2005 ed esteso su tutto il territorio comunale nel 2010, e dal 2013 è partita la tariffazione puntuale ossia quella che premia i cittadini in base al loro impegno nel differenziare i rifiuti. 

Mi sa tanto che ha sbagliato anno per la visita, vedrà adesso il modello è “completo”.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Il modello per rilanciare il turismo? Facciamo rete

Uno degli anelli deboli del turismo aretino è legato senz’altro ad una scarsa visibilità della nostra città sul web. Per web si intendono, per esempio, i motori di ricerca come Google o Bing, oppure i social network come Facebook o Instagram, per citarne alcuni tra i più utilizzati.

Arezzo con le sue bellezze storiche, culturali, paesaggistiche, enogastronomiche, non ha di certo nulla da invidiare a Siena, Pisa o altre città toscane.

Allora perché se cerchiamo su Google “città toscane da visitare”, Arezzo non è tra le prime posizioni?

La risposta è semplice: pochi investimenti pubblici e quasi nessuna strategia per valorizzare la nostra città. Siamo fortemente convinti che sia fondamentale lavorare sul posizionamento nei motori di ricerca e nei social network perché avere portali accattivanti e ben costruiti non è più sufficiente. 

L’attuale Giunta si è limitata ad eventi offline, spesso “mordi e fuggi” come la città del Natale, investendo in modo diretto o indiretto cifre da capogiro mentre sono assenti  importanti servizi legati al turismo, vedi per esempio la mancanza di un deposito bagagli presso la stazione o la chiusura dell’ufficio turistico in piazza della Repubblica.

Non parliamo poi del degrado. Un turista che, per errore, supera i binari e si trova nella vicinissima Campo di Marte, non ha un bel biglietto da visita di Arezzo in questo momento.

Se guardiamo al passato e quindi alle precedenti amministrazioni comunali, la situazione è la medesima.

Veniamo ai numeri. 

Siena incassa 2,5 milioni di euro dalla tassa di soggiorno mentre Arezzo si ferma a 500 mila euro: questi dati dovrebbero far riflettere. Dopo venti anni di alternanza tra destra e sinistra  questi numeri  dimostrano che è arrivato il momento di cambiare metodo. Siamo altresì convinti che siano necessarie strategie e investimenti al fine di avere un turismo continuativo durante tutti i dodici mesi dell’anno perché Arezzo ha tutte le carte in regole per diventare una capitale europea del turismo.

Fare rete è necessario, per questo il Comune deve promuovere un progetto che possa mettere in contatto associazioni ed imprenditori del turismo e fornirgli gli strumenti per potersi promozionare gratuitamente online.

Questo primo passo avrebbe come effetto diretto, grazie a strategie tipo il SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca), una maggiore visibilità sui principali motori di ricerca e allo stesso tempo darebbe risposte concrete al turista interessato a visitare la nostra città.

Senza entrare troppo nei tecnicismi, ad oggi il signor Google in parte ci ignora perché ritiene che la nostra presenza on-line non sia autorevole quanto altre città toscane.

E’ necessario investire in accoglienza, partendo dalle cose più semplici quali bagni pubblici funzionanti, pulitura di tutte le mura che circondano la città e contrasto al degrado urbano per dare finalmente al turista una immagine di città curata e ospitale.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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San Zeno, chili di polveri e tonnellate di ceneri

Mezze verità per giustificare l’impossibile.

L’intervento del Presidente di Aisa Impianti Giacomo Cherici e le sue “preziose” considerazioni per giustificare l’impossibile sul tema dei rifiuti e sul futuro di San Zeno sono un’arrampicata sugli specchi.

Parliamo naturalmente del raddoppio dell’inceneritore che brucerà 75.000 tonnellate annue di rifiuti rispetto alle attuali 45.000 tonnellate, una taglia più che sufficiente per il nostro fabbisogno provinciale. 

Eravamo rimasti alle passate dichiarazioni sugli scarti da bruciare invece dei rifiuti, notiamo nel suo ultimo intervento che ora parla di “scarti di rifiuto”, insomma ancora si fa un gran gioco di parole pur di far apparire un inceneritore di rifiuti un impianto modaiolo green, si accenna a Greta e alla nuova coscienza ambientalista accostandola a eco-ciminiere e altre eco-cose come fossero sponsor del raddoppio.

Ma questa volta si è proprio sbilanciato e punta il dito addirittura contro il porta a porta, responsabile, a suo dire, di produrre emissioni di polveri sottili di 60 kg l’anno dovute all’utilizzo dei furgoncini per la raccolta domiciliare, una ”enormità” se paragonata al nuovo impianto inceneritore che ne emetterebbe solo 4 kg. Si dimentica, ma riteniamo sia una piccola svista, del quantitativo di ceneri della combustione (15%-20% di 75.000 tonnellate che sono circa 12.000 tonnellate) da smaltire tra discarica e impianti del cemento, delle ceneri tossiche dei filtri a maniche da smaltire come rifiuto tossico pericoloso in discariche speciali e tutte le altre tonnellate di polveri che contengono tutti gli inquinanti della filtrazione a calce o con altri sistemi che comunque vanno smaltite in siti speciali in località estere (Germania per quanto riguarda la calce adoperata attualmente).

Ci dispiace davvero tanto dargli questa delusione ma, sia per i furgoncini che per gli autobus che egli porta come esempio di disastro ambientale, non ci risulta proprio che producano tonnellate di ceneri.

Non troviamo davvero nessuna giustificazione, se non una consapevole ipocrisia, ad un attacco ad un sistema come il porta a porta. Un sistema dove, con la separazione alla fonte dei “materiali post consumo” fatta con le nostre mani, si riesce a risolvere fino all’85% del problema dei rifiuti riducendo al minimo il rifiuto indifferenziato responsabile degli alti costi di smaltimento e del pericoloso impatto sull’ambiente.

Pensi Presidente alla differenza: noi parliamo di “materiali post consumo”, lei di “scarti da rifiuto”, una visione del problema totalmente opposta. Ad Arezzo c’è stata sempre la stessa visione e pensato sempre le stesse soluzioni ma non siamo arrivati mai a niente, nemmeno a rispettare le normative, il minimo richiesto per legge.

Evidentemente ridurre gli “scarti da rifiuto” non è un tema interessante per chi deve gestire un impianto che sopravvive grazie a questo e che evidentemente osanna i nuovi cassonetti intelligenti, indispensabili sì, ma per mantenere questo sistema.

Rivolgiamo infine un invito al Presidente ad una visita a Capannori, lo accompagniamo noi, un Comune dove da anni si è passati dal cassonetto stradale alla raccolta porta a porta con straordinari risultati. Potrà scoprire che con il risparmio dovuto alla riduzione degli “scarti da rifiuto” si sono permessi di acquistare veicoli elettrici per la raccolta domiciliare e attivare una serie di iniziative per la prevenzione e riduzione dei rifiuti, ma questa è un’altra storia che potrà leggere nel nostro programma elettorale per le elezioni comunali di Arezzo.

Tentar non nuoce, ma viste le precedenti fughe dal confronto dubitiamo che accetti di uscire dal recinto di San Zeno.

In questo caso rimanga pure lì dentro, in compagnia delle sue 4 kg di polveri e non si dimentichi delle sue tonnellate di ceneri.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Arezzo Fiere e Teatro Tenda, i cittadini pagano il conto

Dopo aver insabbiato velocemente la pratica Arezzo Fiere con un debito che supera i 3 milioni di euro e nessun piano di rilancio per una struttura che, solo nel 2018, ha generato ben 4 milioni di euro di debiti, è la volta del fantomatico Teatro Tenda, struttura costruita e lasciata a se stessa, pochissimi spettacoli ma ben 76.000 euro di manutenzione. 

Soldi, come sempre, dei cittadini. 

Soldi che potrebbero essere investiti in sicurezza, ambiente, scuola, sanità. 

Possibile che nessuno dica nulla

Possibile che gli Aretini accettino ancora, dopo tutti questi anni, un modus operandi così grottesco? Un modo di lavorare che è lo stesso delle precedenti amministrazioni che si sono via via alternate.

Oltre alle pose in mascherina ed ai librettini pubblicitari, sempre e solo a spese dei cittadini, cosa sta facendo questa Amministrazione? Perché non abbiamo un piano di rilancio per Arezzo Fiere e per il Teatro Tenda?

Ci sono liste e candidati a sindaco che altro non sono che i soliti volti del passato, un passato che ha generato questo tipo di problemi e che non ha saputo dare risposte e piani di rilancio. Essi sono responsabili di scelte di partito relative al Centro Fiere e ai debiti da esso generati nonché all’abbandono del Teatro Tenda, mentre gli Aretini continuano a pagare il conto salatissimo di gestione scellerate che durano da decenni.

Il nostro impegno è libero, non scendiamo a compromessi, non facciamo giochi di potere, abbiamo solo voglia di costruire una città diversa.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Per il Comune di Arezzo in arrivo oltre 1,3 milioni di euro

Il Governo ha stanziato una prima parte delle risorse previste dal Decreto Rilancio per far fronte alle necessità dei Comuni, relativamente alle minori entrate causa emergenza Covid-19.

Si tratta di un primo acconto dal Fondo per l’esercizio delle funzioni fondamentali che permetterà al Comune di Arezzo di non compromettere quantomeno i servizi essenziali.

Auspichiamo che dette liquidità siano opportunamente utilizzate da subito per arginare le criticità a cui gli Aretini sono stati esposti durante questo ultimo periodo.

Cogliamo l’occasione per ricordare che si possono inoltrare le domande relative al Reddito di Emergenza, previsto dal sopracitato Decreto Rilancio, una misura di sostegno economico in favore dei nuclei familiari in difficoltà a causa dell’emergenza Covid-19. Tali domande andranno presentate solo telematicamente sul portale dell’Inps entro il 30 giugno 2020, previa accesso con PIN, SPID, Carta Nazionale dei Servizi o Carta d’Identità Elettronica. Per la presentazione della domanda ci si potrà avvalere anche degli istituti di patronato.

Il Movimento 5 Stelle è sempre dalla parte dei cittadini.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Arezzo zona pedonale, noi ci siamo

Condividiamo l’idea della chiusura al traffico di alcune vie centrali e dell’ampliamento del suolo pubblico per le attività per la ripartenza economica di Arezzo. E’ pur sempre un inizio, sebbene questi interventi siano dettati dall’emergenza Covid-19 e non da una visione sostenibile di città.

Appoggiamo allo stesso modo anche le richieste promosse da Calcit e Fiab di puntare ad una mobilità ecosostenibile e rilanciare una diversa e più sicura vivibilità cittadina.

E’ un’occasione unica per rivedere la mobilità dentro le mura della città.

E’ il momento giusto per far diventare Arezzo una città Europea, con un centro storico a passo d’uomo ed un turismo che non potrà che beneficiarne.

È il momento di sfruttare i parcheggi alle porte di Arezzo: Baldaccio e Mecenate, ampiamente sottoutilizzati, ma anche Tarlati, Eden, Pietri, Rossellino, San Donato, incentivando poi da lì l’utilizzo di mezzi alternativi quali biciclette, monopattini, navette elettriche.

E’ necessario studiare un raccordo tra tutte le piste ciclabili della città in maniera da offrire la possibilità a tutti, studenti, lavoratori, cicloturisti, di utilizzare come mezzo di trasporto la bicicletta in totale sicurezza. 

Oggi più che mai il Comune deve sostenere un trasporto che sia ecologico, elettrico, sostenibile

Sono stati stanziati 300 mila euro per rendere gratuiti i parcheggi Baldaccio, Mecenate e San Donato. 

Noi avremmo preferito investire tale somma nella mobilità elettrica e imposto ad Atam (che ricordiamo essere di proprietà del Comune di Arezzo per il 99,4%) di dotarsi sempre più di mezzi di trasporto green.

È un’occasione per cambiare il volto della città e rilanciare Arezzo.

Il Movimento 5 Stelle è pronto a dare il suo contributo.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Fase due, la giunta dà i numeri

Prima erano 2 milioni, poi 4 e adesso nuovamente 2.

Lo stato ​confusionale della Giunta sta raggiungendo l’apice. Capiamo le difficoltà di questo momento storico e siamo consapevoli come non sia semplice affrontare questa emergenza, ma passare da 2 a 4 milioni in meno di una settimana per poi tornare ai 2 milioni iniziali, è preoccupante.

I numeri non ci convincevano prima del Consiglio Comunale (​Giunta Ghinelli, le scuse sono finite​) e tanto meno ci convincono oggi. Anzi, questo ​tira e molla farebbe addirittura sorridere se non stessimo oggi uscendo dall’​emergenza sanitaria​ ​più grande dal dopoguerra​.

Giunta Ghinelli, primo atto ​29 aprile​: “Pronti ad una manovra da circa 2 milioni di euro”
Giunta Ghinelli, secondo atto ​20 maggio​: “Oltre 4 milioni per il primo atto della fase due”
Giunta Ghinelli, terzo atto, ​26 maggio​: “Quasi 2 milioni di euro tra agevolazioni e contributi”

Allora proviamo a fare un po’ di ordine.

Tutti gli interventi annunciati dal Movimento 5 Stelle Arezzo nel comunicato stampa del 16 maggio (​Giunta Ghinelli, le scuse sono finite​) sono stati confermati in sede di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto Rilancio.
A fronte delle minore entrate per i Comuni, l’articolo 106 del Decreto Rilancio prevede un ristoro ​per gli stessi.

A questo punto chiediamo all’Assessore al Bilancio Merelli di spiegarci, in nome della trasparenza, questo continuo ​rimpallo di cifre in modo che chiunque possa sapere ​quanti soldi​ ​dei cittadini​ verranno investiti ​e in che modo​.

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Ecobonus, l’Italia del futuro si comincia a (ri)costruire così

Il Governo ha previsto incentivi del 110% sugli interventi per efficientamento energetico.

Oggi siamo finalmente tutti concordi nel sostenere che per il rilancio economico è assolutamente importante puntare molto, se non tutto, sulla Green Economy.

A proposito di questo, il Governo ha fornito un ottimo assist o, per dirla tutta, un intervento storico e senza precedenti: l’Ecobonus che, insieme al Sismabonus, racchiude tutta una serie di interventi volti da un lato a far ripartire l’economia e dall’altro a farla ripartire in modalità “Green”.

Si tratta di un generoso contributo, il più generoso che la storia d’Italia ricordi,  all’economia Green, messo oltretutto in atto in uno dei momenti più delicati e difficili della storia d’Italia.

Non si ricorda nessun altro Governo che abbia spinto con questa forza l’economia verso la sostenibilità, aiutando allo stesso tempo moltissime ditte ad uscire dalla crisi.

Invece di asfaltare e cementificare ulteriore prezioso terreno agricolo o naturale, l’idea di ristrutturare l’esistente patrimonio edilizio in direzione dell’efficienza e del risparmio energetico è stata una mossa geniale e lungimirante.

Finalmente abbiamo delle iniziative virtuose che vengono prese dal Governo centrale e che porteranno benefici concreti e diretti anche nel nostro Comune.

Nello specifico si tratta di un incremento al 110% dell’aliquota di detrazione per interventi in ambito di efficienza energetica, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici per spese sostenute dal 1°luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Fruibilità in 5 rate con possibilità di decidere per la cessione o lo sconto in fattura per la detrazione corrispondente.

Maggiori info su =>   https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/cs-21-05-2020

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Arezzo Fiere, una voragine da oltre 3 milioni di euro

L’assessore Merelli, durante lo scorso Consiglio Comunale, è arrivato a sostenere che gli Aretini non subiranno conseguenze in termini economici, ma quindi chi paga? 

Nessuno che abbia anche solo tentato di approfondire il tema, tutti uniti, destra e sinistra, nell’archiviare frettolosamente la pratica.

Una parte è responsabile della gestione scellerata degli ultimi anni, l’altra non ha fatto nulla per dare il via ad un piano di rilancio serio e condiviso con le parti sociali.

Vedere maggioranza e opposizione nascondere velocemente la polvere sotto il tappeto è stato indecoroso e indegno per tutti i cittadini di Arezzo.

Inoltre gli Aretini hanno il diritto di sapere che la miglior soluzione ideata da questa Giunta con l’appoggio del Consiglio Comunale è stata quella di un aumento di capitale del Comune di Arezzo in Arezzo Fiere e dell’acquisto di un auditorium che potevamo già utilizzare in quanto soci.

In sostanza è stato deciso di continuare ad investire in un progetto fallimentare che nel 2018 ha perso più di 4 milioni di euro e che ad oggi non ha nessun piano strategico di rilancio.

Un primo passo per capire come risolvere il problema potrebbe essere quello di aprire un tavolo tecnico con associazioni ed imprenditori, con maggioranza ed opposizione, si parla di milioni di euro dei cittadini e di una spazio importantissimo per la città.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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Giunta Ghinelli, le scuse sono finite

Con il decreto “Rilancio” del 13 maggio 2020 sono state prese dal Governo, quindi anche dal Movimento 5 Stelle, decisioni importanti per i cittadini, per le imprese, per le associazioni, salvaguardando pure i bilanci dei Comuni.

Il Movimento 5 Stelle Arezzo aveva criticato le poche risorse messe a disposizione dal Comune di Arezzo, pur in assenza di disposizioni certe, come riportato da varie testate giornalistiche online lo scorso 11 maggio. 

Oggi anche i numeri ci danno pienamente ragione.

Numeri che speriamo siano più chiari anche per qualche consigliere della maggioranza che non solo aveva dichiarato che i nostri calcoli erano inesatti e che poi è stato smentito addirittura dal suo Sindaco, ma aveva anche sottolineato pubblicamente che solo grazie al suo commento avevamo goduto di un pò di visibilità. Saccenteria e supponenza classica di chi profetizza ed auspica una politica berlusconiana di altri tempi.

Ma torniamo al decreto “Rilancio” e quindi ai numeri e ai fatti che contano:

  • Articolo 187: ristoro ai comuni per la riduzione del gettito dell’imposta di soggiorno
  • Articolo 187 bis: sostegno imprese pubblico esercizio; articolo che non solo prevede l’esonero del pagamento della cosap e della tosap dal 1° maggio al 31 ottobre per le imprese di pubblico esercizio, ma anche una serie di procedure semplificate per la richiesta di concessione di occupazione di suolo pubblico. Al comma 5 è previsto un ristoro ai Comuni per le minori entrate previste dall’esonero stesso
  • Articolo 210: per gli impianti sportivi pubblici dati in concessione, c’è la possibilità del conduttore di farsi ridurre di almeno il 50% il canone di locazione per i mesi da marzo a luglio. Nello stesso articolo viene data la possibilità a chi ha sottoscritto contratti di abbonamento con palestre, piscine, impianti sportivi di ogni tipo, di richiedere il rimborso per i periodi in cui non ha usufruito di tale servizio, dando però la facoltà al gestore di emettere un rimborso, non solo in soldi, ma anche in voucher da utilizzare entro un anno
  • Articolo 112: finanziamento centri estivi 2020 e contrasto alla povertà educativa. Si può leggere che “…una quota di risorse è destinata ai Comuni per finanziare iniziative anche con enti pubblici e privati”.

Ci fermiamo qui ma invitiamo la Giunta e gli Assessori ad essere più reattivi e propositivi nell’interesse di chi si aspetta interventi e risposte, ovvero gli Aretini, e ad una collaborazione istituzionale, quando possibile unita ad un briciolo di umiltà e ad una sana consapevolezza dei propri limiti.

Movimento 5 Stelle Arezzo

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