SABATO 7 APRILE ALLE 9:30 CONFERENZA STAMPA M5S IN COMUNE SU GESTIONE RIFIUTI

Sabato 7 aprile alle 9:30 presso la sala del buratto del Comune di Arezzo si terrà una conferenza stampa con i consiglieri comunali del M5S sulle azioni che intraprenderanno in ordine alla gestione rifiuti alla luce dei tanti punti di crisi emersi con le proroghe del commissariamento del contratto di servizio gestito da SEI Toscana.

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DOMENICA 25 FEBBRAIO APPUNTAMENTO ITINERANTE (AR-SI-GR) CON I CANDIDATI M5S: SUPERARE LE DISCARICHE CON L’ECONOMIA CIRCOLARE

Domenica 25 febbraio alle 21 c/o la sala comunale di via Fiorentina 329 appuntamento con la tappa aretina del tour itinerante sul tema della gestione dei rifiuti in ATO Toscana sud, Arezzo, Siena e Grosseto.

Tra i relatori dell’evento il portavoce M5S in Regione Toscana Giacomo Giannarelli, il Sindaco di Livorno Filippo Nogarin e i candidati M5S Donella Bonciani, Caterina Orlandi e Gregorio De Falco.

Saranno presenti anche altri candidati M5S dei vari collegi uninominali e plurinominali. Incontro aperto a tutti.

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BONCIANI/BIANCHI (M5S) “SINISTRA E DESTRA A BRACCETTO NEL MALGOVERNO DEI RIFIUTI ATO SUD”

 

Arezzo, 21 febbraio 2018. “Da anni il Movimento 5 stelle contesta inefficienze e anomalie del sistema di gestione dei rifiuti nelle province di Arezzo, Siena e Grosseto, territori riuniti nell’ambito ATO Sud. Abbiamo presentato mozioni e interrogazioni in molti comuni dell’ambito, supplicando le amministrazioni di procedere all’annullamento in autotutela della gara opaca vinta da Sei Toscana e di un contratto vergognosamente sbilanciato a favore di tale gestore privato a scapito della parte pubblica. Purtroppo gli amministratori dei nostri territori, da sinistra a destra, sono rimasti inerti persino dopo l’intervento della magistratura che abbiamo favorito” così Donella Bonciani e Lucio Bianchi, candidati M5S del territorio, a margine di un evento sul tema.

“Oggi nei confronti degli ex vertici di ATO sud e di Sei toscana pendono ipotesi di accusa gravi quali turbativa d’asta e corruzione. E le indagini hanno evidenziato fatti talmente sconcertanti che, su proposta di A.N.A.C, il Prefetto di Siena ha disposto il commissariamento del contratto stipulato tra ATO SUD e SEI Toscana, ovvero la misura più grave prevista dalla legge 114/2014 in tali situazioni” proseguono i candidati M5S.

“Senza dubbio si deve al PD toscano il disastroso modello di gestione dei rifiuti regionale che ha creato le condizioni per questo scandalo – precisano Bonciani e Bianchi – ma la cittadinanza dovrebbe ricordare a riguardo anche le immense responsabilità presenti e passate del centrodestra”.

“Dal maggio 2016 infatti presiede ATO Sud il sindaco di Arezzo, esponente di Forza Italia. Ghinelli fin dal suo insediamento ha promesso un’azione di indirizzo e controllo più consapevole ed incisiva da parte di ATO sulla gestione dei rifiuti e, quindi, un taglio netto con il passato. Intenti nobili miseramente contraddetti dai fatti che andiamo ad elencare” evidenziano i candidati M5S.

“Nel rapporto contrattuale con Sei Toscana manca un documento fondamentale “La carta della qualità dei servizi”. Si tratta di uno strumento  obbligatorio di trasparenza  a garanzia dei cittadini, necessario per misurare gli standard del servizio. Neanche sotto la presidenza Ghinelli si è pensato di riparare a tale enorme mancanza” sottolineano Bonciani e Bianchi.

“Per molto tempo poi – aggiungono i candidati M5S – anche durante la presidenza Ghinelli, ATO sud  è rimasto colpevolmente sprovvisto degli strumenti di prevenzione della corruzione imposti dalla legge  190/2012. Il Piano Anticorruzione è stato adottato solo nel marzo 2017 solo dopo che il Movimento 5 Stelle  aveva denunciato questa omissione di legge in un consiglio comunale aperto dove era presente anche Ghinelli”

“Senza dimenticare poi – richiamano Bonciani e Bianchi – quel 11 novembre 2016 quando Presidente Ghinelli propose in assemblea  la sostituzione del direttore generale di ATO, agli arresti domiciliari, con chi era stato responsabile unico del procedimento al tempo dell’affidamento del servizio, ovvero colui che avrebbe dovuto controllare la regolarità della gara e del contratto incriminati. Fummo i soli a contestare quella nomina, approvata da tutti i sindaci e in risposta. Peccato per i cittadini che qualche settimana dopo anche il sostituto si sia dovuto dimettere perché raggiunto da un avviso di garanzia” precisano i candidati M5S.

“Infine Ghinelli dovrebbe spiegare ai cittadini perché, nonostante l’aggravarsi delle criticità del servizio e nonostante il quadro preoccupante che le indagini andavano evidenziando, l’ATO abbia evitato qualsiasi atto di autotutela. Un atteggiamento stigmatizzato dallo stesso Cantone di ANAC e dal prefetto di Siena nel decreto di commissariamento” ricordano Bonciani e Bianchi.

“Sul tema dei rifiuti – concludono i candidati M5S – destra e sinistra condividono ogni responsabilità della mala gestione che costa ai cittadini una delle tariffe più care d’Italia a fronte di un servizio tra i peggiori del centro Italia. Solo una modifica radicale delle scelte fatte a livello nazionale e in Toscana potrebbe porre fine alle distorsioni e alle inefficienze del sistema. Un percorso virtuoso e sostenibile indicato dal Movimento 5 stelle nella sua proposta di legge regionale sull’economia circolare. Proposta che infatti il partito unico PD-Forza Italia- Lega Nord ha bocciato senza alcun riguardo per i benefici alla cittadinanza che avrebbe portato”.

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Morte dei Paschi: sabato 17 febbraio la presentazione del libro c/o Spazio Morini alle 16:30

Sabato 17 febbraio dalle 16:30, all’interno dello Spazio Morini in Corso Italia 262, la presentazione del libro Morte dei Paschi di Elio Lannutti e Franco Fracassi.

Tra i relatori l’autore Franco Fracassi, il portavoce M5S in Regione e Presidente della Commissione di Inchiesta su MPS Giacomo Giannarelli, la candidata e portavoce uscente M5S al Senato Laura Bottici, i candidati del collegio uninominale aretino Lucio Bianchi per la Camera e Donella Bonciani per il Senato.

Saranno presenti anche gli altri candidati M5S per i collegi della provincia di Arezzo.

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Gestione fenomeno migrazione: le giravolte leghiste e la disinformazione

La neo-candidata al Senato della Lega, Tiziana Nisini, ha recentemente dichiarato che in qualche modo, il M5S vorrebbe agevolare l’immigrazione clandestina. Prima di tutto però va stigmatizzato il modo ed i toni con cui lei affronta un episodio di delinquenza, mettendo in risalto la “nazionalità” e non il reato, buttando irresponsabilmente benzina sul fuoco, per attizzare le ire di una parte di cittadini (purtroppo sempre più cospicua) che si sentono abbandonati dallo Stato, soprattutto all’indomani dell’episodio di Macerata.

La politica della Lega purtroppo è incentrata su “ruspe” e “felpe”, cavalcando il disagio di cittadini italiani che si trovano, loro malgrado, a subire gli effetti di un fenomeno, come quello dell’immigrazione clandestina causato e incentivato anche dalla Lega e dai loro alleati, tra cui Forza Italia e Fratelli d’Italia.

Questo è quanto denunciato dalla portavoce M5S al Parlamento europeo Laura Ferrara il 17 novembre 2017, in cui viene anche messo in risalto di come le scelte politiche della Lega hanno incentivato l’ingresso in Italia di clandestini potenzialmente pericolosi, così come spiegato al punto 2):

Salvini prima sbraita contro i migranti economici poi accetta le riforme della Merkel. Aspettiamo ancora di sapere perché ha cambiato il voto sulla riforma “tedesca” del Regolamento di Dublino. Non può cavarsela con mezzucci da bar dello sport per cercare di nascondere la verità. Con la sua astensione si è persa l’occasione di cambiare una riforma che fa solo gli interessi della Germania. La Merkel lo aveva detto lo scorso 28 agosto: non voleva i migranti economici e così è stato. Nel mandato negoziale approvato dal Parlamento europeo c’è un silenzio tombale sugli irregolari che vengono abbandonati in Italia. Ecco le prove delle giravolte leghiste:

19 ottobre 2017: la Lega Nord vota in Commissione Libertà civili del Parlamento europeo contro la riforma perché “non migliorerà la situazione dell’Italia”, perché “Bruxelles ha reso ancora più debole il nostro Paese”, perché “dispiaciuto che il Parlamento europeo abbia perso l’occasione di accogliere i nostri emendamenti migliorativi, volti a cambiare la politica sui rifugiati”.

17 novembre 2017: la Lega Nord si astiene durante il voto finale. Se il Parlamento europeo avesse bocciato il mandato negoziale sulla riforma del Regolamento di Dublino (anziché con l’ipocrita astensione della Lega) si sarebbe potuto lavorare per migliorare il testo.

PERCHÈ QUESTA RIFORMA PEGGIORA SOLO LE COSE

Abbiamo sempre lottato al Parlamento europeo per una reale, forte e autentica solidarietà europea. I migranti che arrivano nel nostro Paese vogliono andare in Europa, quindi devono essere i Paesi membri a condividere equamente le responsabilità dell’accoglienza. La riforma del Regolamento di Dublino votata da Pd e Forza Italia non dice questo: c’è scritto che tutti i migranti economici devono restare in Italia. Stiamo parlando di oltre 70.000 persone che devono essere rimpatriate, ma i rimpatri sono molto difficili visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza. Inoltre, ci sono troppi filtri che appesantiscono la procedura e mettono un peso eccessivo sugli Stati membri di primo arrivo. Questi sono i punti che di fatto vanificano la cancellazione del principio del Paese di primo ingresso:

1) PRIMO FILTRO. Il primo filtro stabilisce che i migranti economici, a differenza dei rifugiati, rimarranno nel Paese di arrivo. Sarà solo l’Italia a farsene carico e saranno difficili i rimpatri visto che mancano gli accordi con la maggior parte dei Paesi di provenienza.

2) SECONDO FILTRO. Viene introdotto il filtro della sicurezza: anche in questo caso tutte le persone potenzialmente pericolose per la sicurezza pubblica restano nel Paese di primo ingresso. Non siamo contrari alle verifiche sulla sicurezza, ma siamo contrari al fatto che i Paesi di primo ingresso vengono lasciati da soli a gestire questi soggetti potenzialmente pericolosi.

3) PRIMO PAESE DI APPRODO SEMPRE RESPONSABILE. Nasce il criterio della responsabilità permanente. Con le vecchie regole uno Stato membro diventava competente se il richiedente vi aveva soggiornato per 1 anno anche se era sbarcato in un altro Paese, con la nuova revisione non sarà più così. L’Italia come Paese di primo approdo sarà permanentemente responsabile dei migranti arrivati. Altro che solidarietà!

4) RICOLLOCAMENTO SOLO DOPO LE VERIFICHE DEI DUE FILTRI. Il meccanismo di ricollocamento non è affatto automatico: scatterà dopo le procedure dei filtri sulla sicurezza e sulla domanda. Un richiedente asilo potrà, dunque, essere trasferito in un altro Paese dopo molti mesi dal suo arrivo e nel frattempo sarà sempre l’Italia a farsene carico.

5) PAESI POVERI PENALIZZATI. Fra i criteri per redistribuire i richiedenti asilo non c’è il tasso di disoccupazione: restano solo quelli del PIL e della popolazione. Questo significa che non si terrà conto delle difficoltà che hanno i Paesi con i livelli di disoccupazione più alti, come l’Italia e la Grecia. Così c’è il rischio di una “guerra fra poveri”: da una parte i rifugiati che hanno riconosciuto il diritto a restare in Italia e dall’altra i disoccupati italiani che non trovano lavoro.

6) TEMPI LUNGHI PER I PAESI IN RITARDO. È concesso un periodo di 3 anni di transizione per gli Stati che sono in ritardo con l’applicazione delle procedure di accoglienza. Questi Paesi sono di fatto esonerati dal meccanismo della redistribuzione. Così facendo si legittima l’egoismo di alcuni Stati membri che si rifiutano di applicare norme comuni per il diritto di asilo e l’Italia continuerà in questi tre anni ad avere più migranti degli altri Paesi europei.

Siamo stati i primi a denunciare il Regolamento di Dublino che ha trasformato l’Italia nel campo profughi d’Europa. E non saranno le promesse di qualche ricollocamento a farci cambiare idea. I dati parlano chiaro: il 71% dei migranti che dovevano lasciare l’Italia, secondo le promesse dell’Europa fatte due anni, non lo ha fatto. Continueremo a lottare per una riforma vera e non ipocrita del Regolamento di Dublino. Sull’immigrazione abbiamo già dato. Non possiamo accettare compromessi a trazione tedesca. Forza Italia, Pd e Lega-cagnolino stanno abbassandola la testa ai diktat della Merkel. A pagare non devono essere sempre e solo i cittadini italiani! Tutto il resto è solo stucchevole e becera propaganda.

Massimo Ricci portavoce M5S Arezzo

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M5S RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO: LA DESTRA PORTA L’ACQUA ARETINA IN BORSA CON ESTRA Spa?

In questi giorni abbiamo letto della proposta avanzata da Fratelli d’Italia di far subentrare Estra S.p.a. nella compagine sociale di Nuove Acque S.p.a., rilevando le quote degli attuali soci privati. Estra, presieduta da Macrì, uomo della destra aretina, sarebbe quindi pronta ad entrare nel mercato dell’acqua di Arezzo e della Valdichiana senese. Come M5S da sempre ci battiamo per la completa ripubblicizzazione del servizio idrico integrato e proprio per questo non possiamo che essere contrari a questa proposta, visto che Estra si appresta a compiere il salto della quotazione in borsa.

Il progetto di quotazione in borsa di Estra S.p.a., ad oggi di proprietà dei Comuni delle province di Arezzo, Siena e Prato, è noto ormai da molti anni ed è stato inizialmente proposto ai Comuni proprietari quando ancora la Società era guidata dai vertici nominati dal PD aretino. L’idea della quotazione piace comunque anche ai nuovi vertici nominati dalla destra aretina capitanata dal sindaco Ghinelli. Secondo chi promuove l’ingresso di Estra nel capitale di Nuove Acque che dovrebbe subentrare agli attuali soci privati, questa operazione significherebbe “ripubblicizzare il servizio idrico”. Secondo il M5S questa è solamente una presa in giro per coprire i veri interessi di Estra nella gestione dell’acqua.

Con un’azienda quotata in borsa nel capitale sociale la situazione non cambierebbe affatto, e Nuove Acque continuerebbe ad essere una società misto pubblico privata, dove la componente pubblica sarebbe succube del socio privato come si è dimostrata fino ad oggi nei confronti di SUEZ e ACEA.

Il M5S propone invece di far scadere la concessione al termine attuale senza concedere proroghe come invece è stato richiesto, per poi affidare il servizio ad una società pubblica al 100%.

Tutto questo potrebbe addirittura trasformarsi in una vera e propria truffa ai danni degli utenti, se Estra entrasse nel capitale di Nuove Acque prima della quotazione in borsa per andare a quotarsi successivamente. Significherebbe letteralmente mettere l’acqua aretina in borsa, con tutti i rischi che ne conseguono.

Concludiamo che, al contrario di quanto sostiene Fratelli di Italia in una sua recente e fantasiosa nota stampa, non c’è alcun conflitto interno al M5S sul tema dell’acqua e che noi abbiamo le idee molto chiare: vogliamo un servizio idrico pubblico al 100% e non tolleriamo chi cerca di prendere in giro i cittadini, come invece dimostra la destra aretina che vorrebbe dare l’acqua in pasto al mercato finanziario e far credere di averla ri-pubblicizzata.

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LUNEDI 11 DICEMBRE AD AREZZO SERATA INFORMATIVA M5S CON TONINELLI E BONAFEDE C/O LA FELTRINELLI: NO ROSATELLUM BIS

Saranno presenti i portavoce M5S alla Camera dei Deputati Danilo Toninelli ed Alfonso Bonafede

Lunedì 11 dicembre 2017 presso La Feltrinelli Point via Garibaldi 107 il M5S Arezzo invita la cittadinanza a partecipare ad una serata informativa con i portavoce M5S in Parlamento Danilo Toninelli, Commissione Affari Costituzionali e Alfonso Bonafede, vicepresidente II Commissione Giustizia, sul tema della nuova legge elettorale Rosatellum bis: dopo aver già messo la fiducia su un’altra legge elettorale poi bocciata dalla Corte Costituzionale l’ITALICUM, ora cosa fanno ?A pochi mesi dal voto mettono la fiducia su una nuova legge elettorale, il Rosatellum bis, la quale presenta numerosi profili di incostituzionalità, ma che visti i tempi ristretti, probabilmente la Corte Costituzionale si pronuncerà solo dopo il voto della prossima primavera.

Crediamo che una legge elettorale non può essere fatta per favorire una forza politica, ma allo stesso tempo non può essere pensata per danneggiare nessuno:

“Fare una legge in parlamento in questo momento, in questo momento storico, che va contro il MoVimento 5 Stelle è una cosa pazzesca, criminale, una sciocchezza. Me la potrei cavare così, ma io dico che è anche immorale” (Paolo Mieli, durante un intervento a Piazza Pulita).

Una legge elettorale con capilista bloccati e la possibilità di pluricandidature con dei collegi disegnati in modo quantomeno “curioso”, sono tutti ingredienti che favoriscono coalizioni messe in piedi solo per imbrogliare i cittadini. Approfondiremo questi aspetti per capire e comprendere lo strumento principale dei cittadini per la scelta di chi governerà.

Appuntamento dalle 21:00 c/o La Feltrinelli Point, in via Garibaldi 107 insieme a Danilo Toninelli ed Alfonso Bonafede.

Vi aspettiamo numerosi !!!

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M5S Arezzo: depositate altre quattro interrogazioni

Venerdì 17 novembre abbiamo depositato altre interrogazioni per il Sindaco e la Giunta.

Ecco cosa ha chiesto il Movimento 5 Stelle:

Restiamo in attesa delle risposte, Vi terremo aggiornati.

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M5S Arezzo: i risparmiatori di Banca Etruria chiedono di essere ascoltati da Casini in Commissione

Il MoVimento 5 Stelle di Arezzo, già da tempo, con una interrogazione in Consiglio comunale nel novembre 2014, ha cercato di mettere sotto i riflettori la situazione di Banca Etruria già palesemente critica e foriera di possibili esiti devastanti sul territorio e nel quadro economico e sociale. All’epoca si chiedeva che si adottassero misure volte a ridurre i possibili nefasti effetti che poi si sono verificati. Ignorati nell’appello non si è impedito di compiere operazioni pregiudizievoli sul piano sociale azzerando i risparmi di molti aretini.

Da subito ci siamo attivati per coinvolgere anche i nostri parlamentari i quali hanno partecipato anche a numerosi incontri sul territorio. Proprio per questo appoggiamo e riteniamo estremamente utile l’iniziativa di alcuni azionisti e obbligazionisti di inoltrare una richiesta alla Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario e finanziario presieduta dall’On Casini per essere ascoltati e perché, per bocca del loro legale, si faccia presente il disagio di chi, oltre al danno della perdita dei propri risparmi, vede il completo disfacimento della società in cui è nato e si trova a vivere quotidianamente. Le nostre portavoce in Parlamento Chiara Gagnarli e Laura Bottici, anche a nome del gruppo parlamentare del MoVimento 5 Stelle, hanno ribadito il loro sostegno a questa iniziativa e ci uniamo alla loro richiesta affinché anche gli altri parlamentari del territorio portino avanti l’istanza di questi risparmiatori.

Crediamo che i cittadini nella loro veste anche di risparmiatori debbano essere tutelati come raccomanda la Costituzione, che debbano essere risarciti dei loro risparmi, ma altresì più importante che recuperino la fiducia sia nel sistema creditizio e sia nelle istituzioni, perché continuino a guardare a queste con la fiducia che gli compete.

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