Vittoria M5S: Il Comune di Arezzo sollecita la definizione dei Livelli Essenziali Assistenza Sociale

approvato-nuove-acqueIl Consiglio Comunale di Arezzo ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal M5S a firma Daniele Farsetti sui Liveas (Livelli Essenziali Assistenza Sociale). Mozione con il quale il Consiglio intero ha dato mandato al Sindaco, nella sua qualità di Presidente delle Autonomie Locali, di impegnare le Regioni e Governo a definire i LIVEAS nella Conferenza Unificata Stato Regioni e giungere, finalmente, a finanziare i Servizi sociali liberando, una volta per tutte, quelle risorse dovute da oltre 13 anni, da Stato e Regioni a favore dei servizi sociali essenziali che riguardano disabili, anziani, emergenza abitativa, integrazione scolastica e tutte le altre emergenze sociali. Un segnale politico importante e molto forte che compattamente l’assise comunale aretina ha voluto recepire.

Infatti la legge 8 novembre 2000, n. 328, recante «legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», dispone all’articolo 22, comma 1, che «Il sistema integrato di interventi e servizi sociali si realizza mediante politiche e prestazioni coordinate nei diversi settori della vita sociale, integrando servizi alla persona e al nucleo familiare con eventuali misure economiche, e la definizione di percorsi attivi volti ad ottimizzare l’efficacia delle risorse, impedire sovrapposizioni di competenze e settorializzazione delle risposte».

A  più di dieci anni di distanza dall’approvazione della riforma del Titolo V della Costituzione lo Stato non ha provveduto alla determinazione legislativa dei livelli essenziali delle prestazioni a tutela dei diritti civili e sociali e le Regioni nel corso degli anni hanno tentato di rimediare a tale inadempienza individuandone autonomamente alcuni, contribuendo però allo stesso tempo a svuotare l’intento egualitario del testo costituzionale.

Sostenere che la mancata definizione dei LIVEAS ed il loro relativo finanziamento legittimi le Regioni a legiferare nel modo che più ritengano opportuno, significa negare il principio dell’uguaglianza per assicurare a tutti i cittadini il godimento del diritto all’assistenza in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, lasciando di fatto la totale discrezionalità alle Regioni di disciplinare le prestazioni, le condizioni di accesso e i relativi costi con l’ovvia conseguenza di realizzare forti disuguaglianze tra i cittadini.

Lo scopo è infatti quello di assicurare effettivamente la tutela di soggetti i quali, versando in condizioni di estremo bisogno, vantino un diritto fondamentale che, in quanto strettamente inerente alla tutela del nucleo irrinunciabile della dignità della persona umana, deve essere garantito in modo appropriato e tempestivo, mediante una regolamentazione coerente e congrua.

 

 

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